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L'alchimia dell'amore

L'alchimia dell'amore - Para Tan Centre

Articolo del Maestro Shri Param Eswaran sulla DANZA RITUALE DELL'UNIONE o Maithuna

 

Questa danza rituale dell’Unione è definita Mithuna (il corpo duplice o due-in-uno) o danza di Shiva-Shakti. E’, in effetti, un’aspirazione interiore verso il compimento del capolavoro alchemico della fusione del Maschile – il Principio Solare – con il Femminile – quello Lunare -, in modo da divenire un essere umano integrato.

Mithuna non ha nulla a che fare con le orge sessuali: simboleggia piuttosto l’unione eterna di Spirito e Natura ed esprime la realizzazione dell’amore contemplativo o della sessualità spiritualizzata, diversamente da come comunemente pensano gli indù profani o gli occidentali. Durante le sessioni di Para-Tan non avviene l’atto sessuale, perché si tratta di un’adorazione dell’Amore che non necessariamente precede l’atto sessuale.

Questa forma d’amore consente alle coppie di vivere il sesso come mai prima: durante il rituale del Maithuna l’essenza è l’amore, ed è proprio questo che consente alle coppie di vivere un orgasmo molteplice in tutto il corpo. Ognuno di noi è responsabile della propria esperienza, e questo è possibile soltanto a patto di amare noi stessi, concedendoci così la sacralità di condividere l’amore con qualcun altro.

L’alchimia dell’amore così comporta una consapevolezza profonda della propria sessualità, una condivisione totale della propria energia sessuale e l’esistenza dell’amore puro e incondizionato.

Il far l’amore senza sesso, proprio del Para-Tan, può diventare una profonda adorazione meditativa in cui i partecipanti divengono incarnazioni vive del Divino.

Il Para-Tan, come il Tantra Yoga, usa il complesso simbolismo dell’anatomia umana sottile. La colonna vertebrale rappresenta l’asse centrale della vita, e ha le radici agli inferi e i rami in cielo. La base dell’albero vertebrale è l’origine di una grande sorgente di energia, l’immagine simbolica del potere divino (vitalità).

Fare l’amore attraverso il Para-Tan vuol dire risvegliare questo divino potere – la Madre Kundalini, che, essendo estremamente ardente ha bisogno di un’ascesa controllata dalle radici dell’albero vertebrale fino ai rami. Questo procedimento determina l’illuminazione spirituale e la liberazione finale dell’essere umano.

Quando il Serpente rimane alla base dell’albero spinale, si manifesta come energia sessuale; quando si muove verso l’alto si chiama Kundalini; quando è sulla cima dell’albero si manifesta come spirito.

Durante il rito del Para-Tan, Madre Kundalini è risvegliata e sollevata, essendo finalmente diretta verso la contemplazione del Divino incarnato nella donna e nell’uomo.

Far l’amore e l’unione sessuale necessitano delle forze combinate di corpo, anima e spirito in un tutt’uno.

Per noi l’importanza di queste idee risiede meno nei loro dettagli tecnici e più nel loro valore psicologico. Queste idee rappresentano un atteggiamento spiritualmente evoluto verso la relazione, la sessualità e la vita. Se queste idee fossero assimilate dalla civiltà moderna e messe in atto, contribuirebbero inaspettatamente a chiarificare la nostra confusione relativa a matrimonio e sessualità.

Il far l’amore contemplativo consente di percepire spontaneamente il nostro rapporto con l’Universo. La vera e propria “tecnica” in questo campo non ha un’importanza primaria, perché in questo caso non ci sono risultati da raggiungere.

In questo caso sia l’uomo che la donna seguono spontaneamente un percorso di scoperta di sé, senza giudizio né aspettative, ma vivendo appassionatamente ciò che si manifesta nel presente.

Con questo non ci si riferisce al tempo misurato in ore, secondi, ecc, ma soprattutto a un attributo psichico (che potrebbe esser considerato grado d’eccellenza) che consente agli eventi di accadere nel loro tempo, un ritmo interiore che stabilisce un atteggiamento sereno, non incalzato da nulla. Questo è sostanzialmente l’atteggiamento essenziale senza cui la spiritualità è impensabile.

La modalità Tantrica  e Taoista di non-coinvolgimento-dell’ego consente un infinito scambio di amore.

Questo approccio è molto più facile per le donne, grazie alla loro natura fondamentalmente passiva e ricettiva. Ma una volta che l’uomo si abitua a questo approccio spirituale alla sessualità, può prolungare l’atto d’amore indefinitamente, offrendo alla sua compagna il massimo livello possibile di soddisfazione e pienezza, insieme ad un percorso veloce e profondo che conduce alla scoperta di sé e all’illuminazione.

Uno dei primi passi verso la sessualità contemplativa è la scoperta della profondità e del piacere dei contatti più semplici, che sono generalmente considerati o come cose che hanno poco a che fare con l’atto sessuale in sé, o come preliminari.

Per esempio, scoprire la bellezza di guardare la persona amata, di toccarla, di ascoltare la sua voce: a condizione però di non aspettarsi che questi contatti  portino a qualcosa, di non forzarli a determinare nulla, ma di lasciare che seguano il loro corso naturale  rimanendo in uno stato di distacco.

In queste condizioni di accoglienza, mondo esteriore ed interiore si caricano di una straordinaria intensità vitale, e noi percepiamo noi stessi come contenenti, in una certa misura, la realtà esteriore riflessa nel nostro mondo interiore.

Il Para-Tan può anche essere definito amore dell’anima, perché consente la scoperta attenta della persona amata.

Durante il rituale Para-Tan l’attività fondamentale è un continuo atto di contemplazione, ogni altra cosa è secondaria fin dall’inizio. Se non si comprende questo, l’adorazione del Para-Tan rischia di trasformarsi in un raffinato atto di snobismo senza alcun significato spirituale.

E’ un peccato che la maggior parte di coloro che cominciano la pratica del Tantra (ed anche molti di coloro che si considerano avanzati) pensano a una competenza da raggiungere attraverso la pratica di alcune tecniche.

Non c’è niente da raggiungere! Nessuno sforzo, nessun obiettivo e nessun percorso. L’unica cosa che potrebbe richiedere qualche sforzo è rinunciare, disimparare i nostri pregiudizi sulla sessualità. Dopo che questo è stato fatto, è il Tantra ciò che rimane.

Tantra è un modo di vivere esposto da Shiva e dalla Grande Madre, l’insieme degli insegnamenti per affrontare la quarta era induista, il Kali Yuga: un tempo di degenerazione e distruzione. Per questo il Sadhaka o adoratore tantrico è istruito su ogni argomento immaginabile. Cosmologia, astrologia, differenti tipi di uomini e donne, significato dei chakra o centri psichici nel corpo e canali attraverso cui scorrono l’energia vitale e il prana, metodi per  l’energia della Kundalini. E poi vari tipi di culto, fra cui mantra e yantra, rituali che coinvolgono il culto della Dea rappresentata da giovani donne; dello Yoni-puja o culto del grembo; i riti di purificazione da effettuare prima dell’adorazione sessuale; posizioni di meditazione e pratica sessuale; preghiere e inni alla Dea e al suo consorte; norme basilari sulla salute e l’educazione dei figli.

In qualsiasi momento della loro esistenza gli Yogi tantrici sono concentrati sul tenere la mente e il corpo liberi dalle tensioni, dall’inquinamento e dalle tossine emozionali e ambientali, e canalizzano un flusso di energia regolare, intenso ed equilibrato attraverso il loro corpo. Questo è il segreto di una buona salute e di una lunga vita, obiettivi che tutti possono raggiungere con un po’ di sforzo.

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